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Il prefetto di ferro (1977)  
Musiche
Ennio Morricone
Con
Giuliano Gemma
(Doppiato da Giuseppe Rinaldi)
Prefetto Cesare Mori

Claudia Cardinale
Anna Torrini

Stefano Satta Flores
Spanò, Maggiore dei Carabinieri

Francisco Rabal
(Doppiato da Sergio Fiorentini)
Brigante Calogero Albanese

Massimo Mollica
Procuratore

Rossella Rusconi
Angela Mori

Rick Battaglia
Antonio Capecelatro

Lina Sastri
Donna di Gangi

Enzo Fisichella
Onorevole Galli

Salvatore Billa
Francesco Dino

Benito Artesi
Giornalista

Gianni Anzellotti
Marito di Anna

Loris Bazzocchi
Vasile

Giulio Donnini


Vespasiano I. D'Amico


Mario Granato
Ufficiale Fascista

Franco Fantasia
Colonnello dei Carabinieri

Marcello Filotico
(Doppiato da Arturo Dominici)
Questore

Enzo Fiermonte
Carmelo Lo Schiavo

Pietro Fumelli


Luigi Montini
Cataldo Paternò

Paul Muller
Dottore

Enrico Maisto
Sindaco di Gangi

Antonio Orlando
Pastore

Tony Askin
Settimo Grisati (*)

Luciano Zanussi
 (*)

Bruno Rosa
Capitano (*)

Filippo Perego
Generale dell'Esercito (*)

Lina Franchi
Donna che aggredisce Angela Mori (*)

Angelo Boscariol
Sergente (*)

Ennio Antonelli
Restagli (*)

Sergio Serafini
Capitano dei Carabinieri (*)

Tommaso Palladino
Picciotto (*)

Vittorio Duse
Dipendente delle Ferrovie (*)

Amedeo Salamon
 (*)

(*) non accreditato




"[…] Lo stile di Squitieri è quello del cinema di largo consumo: un realismo immediato messo al servizio di gesti taglienti e idee risolute. Il prefetto di ferro lo applica alla brava, con un rude mestiere di buona scuola melò che ripaga con l’evidenza delle figure, l’enfasi della musica di Morricone, la fotografia di Silvano Ippoliti e il ritmo avventuroso, la fragilità dell’analisi. La prova degli interpreti è corretta. Giuliano Gemma, memore di sceriffi e inflessibile come il suo personaggio, è un Cesare Mori ben azzeccato nel cipiglio e nell’ardire. Stefano Satta Flores è un maggiore dei carabinieri di espressiva dedizione alla causa, Francisco Rabal un tragico capobanda che paga la sconfitta con il suicidio. Claudia Cardinale, madre contadina, occhieggia con fierezza: un cavolo a merenda che si rivede sempre con piacere."
Giovanni Grazzini - Corriere della Sera - 02/10/1977

"[…] [Squitieri] appare soprattutto preoccupato di far spettacolo: sicché, più che riallacciarsi a Rosi o a Germi adotta uno stile da grande western. […] Scaramucce campali, rastrellamenti, cavalcate, assedi, sensazionali processi di gruppo: il film sfrutta tutto ciò con bel piglio narrativo, accostando così al proprio messaggio anche il grosso pubblico. Forse, in questa chiave, il personaggio centrale risulta eccessivamente giustificato nelle sue componenti di durezza senza riguardi e fanatismo legalitario: alla maniera, appunto, di certi sceriffi d’oltre oceano. Ma Giuliano Gemma gli fornisce pensosa dignità ed autorevole presenza, dimostrandosi sempre miglior attore. Accanto a lui Claudia Cardinale fa altrettanto con una figuretta di contadina […]. Tra gli altri, un buon Satta Flores e un ottimo Rabal. […]"
Bir. (Guglielmo Biraghi) - Il Messaggero - 02/10/1977

"[…] ”Il prefetto di ferro” […] è, dopo molti anni, il primo film italiano di alto costo con un eroe positivo. […] Il Mori di Squitieri ha tutti i connotati dell’eroe del cinema americano d’azione: coraggio fisico e morale, energia, efficienza, integrità. […] Fin dalla prima sequenza […] ”Il prefetto di ferro” si presenta come un viaggio nel cinema, non nella storia. Siamo nei pressi di Sergio Leone, non di Francesco Rosi. […] Dopo la bella prova di “Il deserto dei tartari”, Giuliano Gemma conferma di essere entrato nella maturità: questo Mori è il suo diploma. […] La Cardinale è improbabile e convincente."
Morando Morandini - Il Giorno - 06/11/1977
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