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La violenza: quinto potere (1971)  
Musiche
Ennio Morricone




"La crociata antimafia che si sta svolgendo in vari campi dell’arte , dalla letteratura al cinema , riceve un nuovo contributo dal film “La violenza: quinto potere” di Florestano Vancini. E che si tratti di un contributo assai robusto è dimostrato non solo dalla firma del regista, avvezzo ad un cinema d’idee, ma dalle fonti della sceneggiatura: la quale attraverso il regista teatrale Giuseppe Fava, si rifà agli atti della commissione incaricata di studiare il più grave fenomeno sociale della Sicilia odierna. [...] Il tono del film è forse un po’ diseguale: dapprima secco e nervoso, poi, col prolungarsi delle alternanze passato-presente, non restio a concedere maggior spazio alla tirata teatrale, con qualche sconfinamento nella verbosità melodrammatica. Ma gli elementi positivi hanno, nel bilancio, un netto sopravvento su quelli negativi: dato anche l’aggressivo e lodevole coraggio con il quale Vancini si è gettato nell’incandescente materia. [...] "
Bir. (Guglielmo Biraghi) - Il Messaggero - 12/02/1972

"[...] A parte che il film è fatto assai bene da Florestano Vancini (di cui forse alcuni ricorderanno il film-gangster “La banda Casaroli” del ’62), pensiamo che la sua forza derivi da una sana reazione civile alla sopraffazione e agli intrighi tenebrosi. Gli spettatori mostrano da qualche tempo di gradire i film che si sostanziano delle contraddizioni e dei drammi della società nazionale. Forse il carattere fortemente dialettico di “Violenza: quinto potere” tradisce l’origine dall’intenso dramma di Giuseppe Fava che, siciliano, conosce a meraviglia lupi e sparvieri di cui parla. Tutti gli interpreti sono meritevoli di lode."
Pietro Bianchi - Il Giorno - 11/03/1972
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