Poliziottesco con tutti gli ingredienti classici del genere e qualche variazione sul tema: ci sono il J&B, la foto di Leone appesa al muro, Corrado Gaipa, ma nonostante la 1750 di ordinanza il commissario Baldi (Leonard Mann) è uomo moderato e morigerato, stile UdC insomma, pacato anche nei casi in cui lo strippo apparirebbe invece ineluttabile.
Il boss di turno è invece l'insospettabile professor Salviati (Chris Avram), uomo dalla doppia vita e con una grossa passione per i cavalli, un "borghese pieno di soldi" dalla facciata assai rispettabile e di buon cuore, furbo ed elegante quanto basta.
A sporcarsi le mani per lui c'è Rudy er bello, il braccio armato del boss, impersonato dal sempre valido John Steiner, uno che quando c'è da fare il cattivo, dal Chiodo di Roma violenta in poi, non si tira mai indietro, sempre in bilico tra spacconaggine e violenza furiosa.
Della partita è anche l'ambiguo ex-poliziotto Rampelli detto Rampino (Ettore Manni), cacciato dal servizio per aver voluto risolvere una magagna a modo suo, e ora infiltrato nella mala con funzioni di doppiogiochista, o forse triplogiochista o forse anche più.
E c'è naturalmente la starlette, una Maria Rosaria Omaggio bella e espressiva, che nel ruolo di Laura veste i panni di una giovane donna sola con il suo pianoforte, i suoi libri e soprattutto le sue sfighe, costretta dalla carrozzina a una esistenza solitaria e acida "(...) - E' femminista?. - No, sono paralitica", personaggio-chiave dell'intero film e figlia di un ex-dipendente del prof. Salviati scomparso in circostanze non del tutto chiare.
Fuori invece è la solita giungla: rapine, sparatorie, roba, night club con giri strani, e come se non bastasse tutto ciò c'è anche un massacro rimasto insoluto compiuto in una villa, intestata al defunto babbo di Laura, da una lucida mitraglietta.
Naturalmente a coadiuvare Rudy nel garantire il mantenimento del disordine la solita accozzaglia di avanzi di galera: Anguilla, Vitella, il Cinese e tutti gli altri ceffi protagonisti di tante altre pellicole del poliziesco all'italiana.
Riuscirà il nostro garbato commissario a venire a capo della faccenda e a sgominare la banda di trucidi?
La soluzione, ovviamente, è all'ultima scena, di una pellicola in definitiva non esaltante, non particolarmente originale e neanche pregna di quell'azione e di quel furore stilistico del miglior Mario Caiano (Milano violenta, Napoli spara!) su cui spicca comunque una buona colonna sonora elaborata dal piano elettronico del sottovalutato Lallo Gori, autore di diverse personalissime soundtrack del cinema poliziesco.
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