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Poliziotto sprint (1977)  
Scene acrobatiche
Remy Julienne
Con
Maurizio Merli
Marco Palma

Giancarlo Sbragia
Maresciallo Tagliaferri

Angelo Infanti
Jean Paul Dossena "Il Nizzardo"

Lilli Carati
Francesca

Glauco Onorato
Pistone

Orazio Orlando
Basilicata

Gaetano Balistreri


Rosario Borelli
Meccanico dell'officina della Polizia

Tullio Casarino


Paolo Casella


Vito Gabriele Domenighini


Vittorio Fanfoni
Uomo de "Il Nizzardo"

Tom Felleghi
Uomo all'autosalone

Manfred Freyberger
Magistrato

Claudio Giorgi


Mario Granato
Uomo de "Il Nizzardo"

Michelangelo Iurlaro


Giuseppe Moschini


Domenico Poli
Peppone

Bruno Bertocci
Medico sul luogo dell'incidente (*)

Francesco Anniballi
Poliziotto (*)

Nestore Cavaricci
Poliziotto (*)

Luciano Zanussi
Giornalista (*)

(*) non accreditato




"[…] ”Poliziotto sprint” [è] un film che vive […], quasi per intero, su spettacolari inseguimenti a bordo di auto e moto e conseguenti disastrosi scontri, senza contare le sparatorie e le scazzottature. Gran merito, quindi, della riuscita del lavoro sotto il profilo dinamicamente avventuroso, si deve alla squadra di un famoso “stuntman” francese il quale, con le acrobazie di cui è capace, riesce a mozzare spesso il fiato allo spettatore. Vivace e non priva di buoni attimi di suspense la regia di Massi e attiva l’interpretazione degli attori […]"
Cer - Il Messaggero - 27/08/1977

"E’ diverso dai soliti polizieschi all’italiana questo “Poliziotto sprint” di Stelvio Massi […] il quale ha il non piccolo merito di non cadere nell’esibizione di violenza gratuita e nell’ideologia reazionaria che di solito contraddistinguono prodotti del genere. […] Il punto di forza del film sta negli spericolati inseguimenti automobilistici. Sono davvero prodigiose le piroette effettuate da Remi Julienne e dalla sua squadra di “stunt-men” francesi, ma tutta la pellicola è ben ritmata da una svelta regia e sostenuta dall’interpretazione di Maurizio Merli […] e di Giancarlo Sbragia […]."
E.G. - Il Giorno - 01/09/1977


In breve, la trama: Marco Palma, pilota della Squadra Mobile romana, ha la grossa ambizione di dimostrare ai suoi colleghi e superiori di essere il migliore driver delle auto-civette. Per cui non disdegna nè di affiancarsi alle normali pattuglie nel corso degli inseguimenti (e di superarle), nè di taroccare la propria Giulia per farla andare più forte. La morte del suo collega, nel corso di uno spettacolare incidente di cui lui è il responsabile, lo estromette dalla caccia al Nizzardo, un brillante pilota-rapinatore protagonista negli anni precedenti di epiche sfide con il suo superiore, il Maresciallo Tagliaferri, promosso e decorato per meriti di servizio e dotato addirittura di un Ferrari per gli inseguimenti alle auto più veloci. Ma i vertici della questura sono costretti a riammettere in servizio Palma, a causa dell'impossibilità di cogliere sul fatto il Nizzardo, a infiltrarlo nella sua banda e a rispolverare dal garage il glorioso Ferrari. Ad un certo punto Palma si troverà nella condizione di arrestare il Nizzardo, però no, a lui ciò che interessa è di far vedere a tutti chi è il manico al volante, per cui lo lascia libero. Giusto il tempo di tornare al garage, e Jean Paul Dossenà detto il Nizzardo è già sotto la questura sgommando con il suo Squalo rosso, per l'ultima sfida del salto del burrone che gli sarà fatale. Nonostante gli ovvi ricami per rendere il film più appetibile cinematograficamente, Poliziotto Sprint prende spunto da fatti di cronaca realmente accaduti. Infatti, forse non tutti sanno che, negli anni '60, la Ferrari consegnò davvero alcune auto alla Squadra Mobile romana (3 o 5, se non ricordiamo male - una delle quali venne clamorosamente scassata da un brigadiere nel giro di prova), ed è altrettanto vero che alcuni piloti della Mobile si distinsero in maniera tale negli inseguimenti da diventare pressochè leggendari. In ogni modo, l'affermazione con la quale si pone Poliziotto Sprint tra i capisaldi del cinema poliziottesco può prestare il fianco a più di una polemica. Innanzitutto il plot, completamente diverso da quello degli altri film, anche dello stesso Massi. In questo film non ci sono bambini rapiti da liberare o donne stuprate da vendicare. I malviventi non hanno le sembianze sfatte del Gobbo interpretato da Tomas Milian e neanche la bellezza arrogante di un John Saxon, ma l'indiscutibile classe di Jean Paul Dossenà detto Il Nizzardo (al secolo Angelo Infanti). Dopo la rapina in banca (senza il minimo spargimento di sangue) i malfattori non si trovano in una fumosa sala da biliardi a drogarsi e a fare rutti ma, al contrario, si riuniscono nel proprio garage a bere champagne (con parsimonia). E, piuttosto che farsi strusciare da ragazze con pochi scrupoli morali, preferiscono una seduta dall'estetista, che mai sia qualcosa fuori posto. Dall'altra parte troviamo Marco Palma, pilota della Squadra Mobile romana, interpretato da un Maurizio Merli un pò appesantito e clamorosamente privo del suo baffone biondo, che è un pò come il bollino blu sulle banane. In questo film il grande Maurizio non ambisce ad esercitare la giustizia costi quel che costi e neanche a scannare un pò di delinquenti per toglierli dalla circolazione, quanto piuttosto a rendere palese a tutti la sua superiorità e il suo fegato come pilota. Poche volte lo si vede irrigidire la mascella, e il suo personaggio infatti ne risente. In definitiva, poi, il vero protagonista del film è Remi Julienne, il quale, accompagnato dalla sua equipe, effettua una vera e propria trasposizione cinematografica di uno di quegli spettacoli di strada molto in voga negli anni '70, condotti da lui e da altri stuntmen (Holer Togni, Robi Rossi, il team Bizzarro). Se a ciò aggiungiamo il fatto che il film è stato realizzato con l'evidente stretta collaborazione della Squadra Mobile romana (quella vera), il risultato che ne viene fuori è comunque straordinario, assolutamente straordinario. Un film che vive ininterrottamente di peripezie automobilistiche, in cui le scene statiche sono davvero poche e viene voglia di saltarle con il fast-forward, come se fosse un porno. Alcune ambientazioni hanno un gusto che potremmo definire quasi hollywoodiano. La scena in cui si vede una schiera di pattuglie in uscita dalla caserma per andare a catturare il Nizzardo è a dir poco da apoteosi, da "Ben Hur" del cinema poliziottesco, e pare quasi uno schiaffo morale a tutti gli altri film in cui c'è un'unica Giulia spesso amm
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