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 << I film della Pollanet Squad (POLIZIESCO) >> 
Il suo nome faceva tremare... Interpol in allarme (1973)  
Regia
Michele Lupo
Musiche
Riz Ortolani
Scene acrobatiche
Remy Julienne
Con
Lee Van Cleef


Tony Lo Bianco


Edwige Fenech


Jean Rochefort


Fausto Tozzi


Jess Hahn


Silvano Tranquilli


Mario Erpichini


Stefania Careddu


Adolfo Lastretti


Claudio Gora


Nello Pazzafini
(come Giovanni Pazzafini)

Romano Puppo
Uomo di Annunziata

Ugo Fangareggi


Carlo Hintermann


Robert Hundar


Teodoro Corrà


Renzo Marignano
Autista

Marcello Di Martire


Bruno Boschetti


Luigi Antonio Guerra


Osiride Pevarello
Galeotto (*)

Angelo Boscariol
Poliziotto (*)

Riccardo Petrazzi
Operaio (*)

Giuseppe Marrocco
 (*)

Ettore Arena
Poliziotto alla dogana francese (*)

Aldo Dell'Acqua
 (*)

Richard Dunne
Uomo alla festa (*)

Angelo Casadei
Secondino (*)

John Bartha
Poliziotto (*)

Francesco Anniballi
Uomo al biliardo (*)

Steffen Zacharias
 (*)

Giovanni Cianfriglia
 (*)

Gilberto Galimberti
Camionista (*)

Tom Felleghi
 (*)

Claudio Ruffini
Camionista (*)

Fortunato Arena
Guardia carceraria (*)

Fulvio Mingozzi
Funzionario (*)

Bruno Di Luia
Uomo di Annunziata (*)

Ottorino Polentini
 (*)

(*) non accreditato




"[…] Condotto sul filo dell’ironia, sottolineato da musiche stile “America anni 30” il film è nel complesso gradevole grazie alla briosa regia di Michele Lupo. Tra gli interpreti Lee Van Cleef visibilmente a disagio per la mancanza di un cavallo da montare e delle “Colt” ai fianchi. Gli altri sono il simpatico Tony Lo Bianco, la bellissima Edwige Fenech […]. "
Vice - Il Messaggero - 24/11/1974

"[...] Il film di Michele Lupo [...] offre una primizia: la morte con punta da trapano (elettrico) [...]. Comunque, questo assassino di Dio la regìa ce lo offre sul piatto d’argento della simpatia, e, ve lo assicuriamo, questa regìa a colori non è proprio da padreterni."
R.A. - L’Unità - 24/11/1974

"[...] Sceneggiato da tre “ penne” di una certa vaglia (Vincenzoni, Donati, Badalucco), il film è abbastanza ricco e articolato nelle situazioni. Gli fa invece difetto la regia di Michele Lupo, che rimane a mezza strada fra il tono serio e quello ironico e faceto […]. Il resto del racconto si sviluppa in maniera elementare e non riserva molto mordente. Fra gli interpreti, Tony Lo Bianco, sbrigliato e simpatico […] ha facilmente la meglio sul grigio e monocorde Lee Van Cleef. Invadenti e fuori registro le musiche di Riz Ortolani. "
L.A. (Leonardo Autera) - Corriere della Sera - 03/05/1974

"[...] Costruito in sovrabbondanza, su una sceneggiatura (di Donati, Badalucco e Vincenzoni) avida di emozioni e non priva di qualche spunto indovinato, il film avrebbe richiesto una mano più sicura nella regia che invece accomuna tutti i generi, insistendo malamente sul comico e dando largo spazio alla prevedibilità. Molto bravo Tony Lo Bianco (lo si ricorda nei “Killer della luna di miele”). Sempre eguale a sé stesso Lee Van Cleef."
M.P. (Maurizio Porro) - Il Giorno - 03/05/1974



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