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Sette ore di violenza per una soluzione imprevista (1973)  




"[...] Costellato di omicidi e di barbare violenze il racconto offre, grazie alla validità della trama, concreti motivi di interesse. Massimo Tarantini, il regista, ha d’altra parte dato fondo ad ogni possibile risorsa per rendere esaltante la narrazione che si rivela, tra l’altro, anche sufficientemente agile. In sostanza un film, nel suo genere, riuscito grazie anche alla buona prova degli attori […]."
Vice - Il Messaggero - 24/11/1973

"Ieri sera, purtroppo, non abbiamo incontrato registi padreterni, ma assassini simpatici. Dopo Lee Van Cleef, George Hilton ci ha fatto tanta tenerezza per i suoi sforzi d’apparire un duro, mentre, lo si sa, è un buono nella vita. […] Dimenticavamo la scena madre del film di Tarantini: l’idillio che sboccia nel bagno tra George e Rosemarie Dexter […]. Ci sono di mezzo anche i cinesi, ma George conosce il karatè come una “cintura nera” […]."
R.A. - L’Unità - 24/11/1973

"[...] Approssimativo sotto il profilo psicologico, tuttavia condotto con mestiere dal regista Massimo Tarantini, il film ha un taglio, un mordente, incisivi: non gli giova però l’insistita complicazione del disegno, appesantito dai cupi ricalchi del “cliché” pseudo-orientale. George Hilton è l’aitante e baffuto protagonista; Rosemarie Dexter, solo una bella comparsa."
Vice - Il Tempo - 24/11/1973
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