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 << I film della Pollanet Squad (POLIZIESCO) >> 
La polizia è sconfitta (1977)  
Con
Marcel Bozzuffi
(Doppiato da Pino Locchi)
Commissario Grifi

Riccardo Salvino
Brogi

Vittorio Mezzogiorno
Valli

Claudia Giannotti
Anna Grifi

Francesco Ferracini
Platanìa

Andrea Aureli
Giovanni, proprietario del bar

Pasquale Basile
Maresciallo Marchetti

Nello Pazzafini
"Il Tunisino"

Alfredo Zammi
Giovanni Corsi

Renato Basso Bondini
Agente Speciale

Vincenzo Maggio


Sergio Mioni
Gaspar

Ivana Novak
Poliziotta

Simona Ogier
Rita

Paolo Ricci


Franco Salamon


Marina Viviani
Infermiera

Claudio Zucchet
Agente Speciale

Alba Maiolini
Parente al funerale (*)

Tito LeDuc
Pierre (*)

Bruno Romagnoli
Poliziotto nella saletta proiezioni (*)

Giancarlo Bastianoni
Spacciatore (*)

Dolores Calò
Parente al funerale (*)

Romano Milani
 (*)

Raniero Dorascenzi
Giornalista (*)

Giuseppe Marrocco
Cliente al ristorante (*)

Benito Pacifico
Uomo di Valli che sistema "Il Tunisino" (*)

Goffredo Unger
Uomo di Valli (*)

Roberto Messina
Addestratore della Polizia (*)

Sergio Smacchi
Agente Speciale (*)

Zaira Zoccheddu
Spogliarellista (*)

Eolo Capritti
(Doppiato da Renato Mori)
Bertini (*)

Renzo Giovanni Pevarello
Uomo che partecipa al linciaggio (*)

Vezio Natili
Cliente al ristorante (*)

Paolo Figlia
Uomo di Valli (*)

Emilio Messina
Rapinatore (*)

Angelo Casadei
Giornalista (*)

Beny Cardoso
Vedova Marchetti (*)

(*) non accreditato




" […] Ora furoreggiano (si fa per dire) le storie nelle quali il tradizionale gioco delle parti assegna quella dei “buoni” ai nostri poliziotti e quella dei “cattivi” alla nuova spietata malavita. E La polizia è sconfitta è uno di quei film nei quali però la polizia – qui di Bologna, una alla volta tocca a tutte le città – rimedia una serie di figuracce finché non adotta gli stessi metodi sbrigativi e cruenti degli avversari, magari navigando ai margini del codice. La violenza, sciorinata senza risparmio con effetti di bassa macelleria, conforta allora la tesi che senza una “brigata speciale” che spazzi via tutti senza complimenti (e di qui ai cosiddetti “vigilantes” e ai cittadini che si fanno giustizia da sé il passo evidentemente è breve) la città non vivrà mai tranquilla. Ed è una violenza che contagia tutti, anche i più miti (sullo schermo come nella sala dove solleva mormorii d’approvazione): nella sequenza finale, un delinquente ferito è fatto letteralmente a pezzi dalla folla inferocita. E dire che il film non è confezionato nemmeno troppo male: il regista Domenico Palella non è uno sprovveduto e la sceneggiatura, sua e di Dardano Sacchetti, che pesca qua e là nella cronaca nera di oggi, è abbastanza furba. Ma il film è interpretato da Marcel Bouzzufi che ha la faccia di un ergastolano evaso piuttosto che quella di un commissario, e dove non sai mai se a sparare sono gli agenti o i banditi tanto si somigliano, ha un grosso difetto: educa alla violenza là dove crede, o finge di credere, di combatterla. […]"
A.Bl. - La Stampa - 02/08/1977

"[…] Il regista Domenico Paolella ha costruito un film profondamente “antisociale” […] basato su un uso sadico e compiaciuto delle armi da parte dei “cattivi” (i gangster disegnati con mano pesante) come dei buoni (i poliziotti assetati di violenze al pari dei loro antagonisti). […] Questo “violento braccio italiano della legge” si tinge di ridicolo anche a causa degli attori perennemente “sopra le righe” e delle futili musichette di Cipriani, che rompono la suspense delle sequenze d’azione."
G.Gs. (Giovanna Grassi) - Corriere della Sera - 06/08/1977
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