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La via della droga (1977)  
Musiche
Goblin
Con
Fabio Testi
(Doppiato da Luigi La Monica)
Fabio

David Hemmings
Mike Hamilton

Sherry Buchanan
Vera

Wolfango Soldati
(Doppiato da Massimo Turci)
Gillo

Massimo Vanni
Massimo, spacciatore

Angelo Ragusa
Spacciatore

Romano Puppo
Uomo di Leroy

Sergio Ruggeri
(Doppiato da Glauco Onorato)
Sergio

Gianluigi Loffredo
(Doppiato da Pino Colizzi)
(come John Loffredo)
Capo degli spacciatori


Leonardo Scavino
(come Leon Lenoir)
Santone spacciatore di erba


Gianni Orlando


Salvatore Billa
Poliziotto

Giovanni Bonadonna
Uomo della banda degli spacciatori

Guido Cerniglia
Colonnello

Antonella Della Porta


Andrea Franchetti


Roberto Dell'Acqua
(come Robert Hill)
Luciano, uomo di Leroy


Margherita Horowitz
Madre della drogata

Fulvio Mingozzi
Brigadiere della Guardia di Finanza

Ettore Pigliapoco


Ferdinando Poggi


Giuliano Sestili
Finto poliziotto

Luigi Schiboni


Franco Ukmar
Poliziotto

Clemente Ukmar


Patrizia Webley


Nestore Cavaricci
Carabiniere al Palazzo di Giustizia (*)

Stefania G. Castellari
Stefania (*)

Rocco Lerro
Juan Martinez (*)

Lina Franchi
Donna al Palazzo di Giustizia (*)

Filippo Perego
Avvocato al Palazzo di Giustizia (*)

Alberto Cracco
Paolo (*)

Dino Cassio
Finanziere all'aeroporto (*)

Dolores Calò
 (*)

Sergio Soldano
Contatto a Genova (*)

Maurizio Amati
Uomo che compra la droga ad Amsterdam (*)

Enzo G. Castellari
Spacciatore ad Amsterdam (*)

Benito Pacifico
Killer a Genova (*)

Ottaviano Dell'Acqua
Uomo in gioielleria che spara a Gillo (*)

Franco Fantasia
Gioielliere (*)

Stefania Spugnini
Drogata (*)

Renzo Giovanni Pevarello
Carabiniere al Palazzo di Giustizia (*)

Sergio Testori
Dipendente della Chemical (*)

Claudio Zucchet
Commissario al Palazzo di Giustizia (*)

Sergio Ukmar
 (*)

Domenico Cianfriglia
Dipendente della Chemical (*)

Claudio Ruffini
Uomo che picchia Gillo fuori da scuola (*)

Brando Ruffo
Poliziotto ad Hong Kong (*)

(*) non accreditato




"Oltre all’accoppiata virile di attori, esiste anche quella di interprete e regista nello “spaghetti poliziesco” che inquina il cinema italiano: Lenzi sta con Milian, Castellari con Testi. E’ quest’ultimo il duetto de La via della droga, improbabile pasticcio romanesco che ha l’unica originalità di preferire, all’inseguimento d’auto, quello d’aereo e moto. Per il resto c’è il solito panorama inverosimile dal punto di vista sociologico e l’ideologia terrorista cui la sceneggiatura offre soltanto una scelta di parolacce dialettali con cui deliziare il suo pubblico: l’espressione più elegante è “mortacci tua”. […] Povero com’è di dialogo e d’inventiva, il racconto dovrebbe funzionare almeno nei tempi del suspense: invece la cinepresa s’arrampica, un po’ istericamente, su di un montaggio assai confuso, e l’unica trovata è un capitombolo finale con revolverata da una scala mobile. Un po’ pochino, anche ad essere di bocca buona. Le trovate “umanistiche” di questi personaggi non reggono quelle tecnologiche tipo James Bond. Inoltre Castellari vi ha inserito un po’ di veleno verso i teatrini off che appaiono come germe di corruzione (droga e prostituzione), mentre il complesso dei Gobelin (quelli di Suspiria) innaffia il film di una insistente colonna sonora. Il prefinale è alle Terme di Caracolla, ma neanche qui, in uno scenario inconsueto, il regista trova qualche panoramica originale. Fanno da cornice balordi di vario genere, senza virtù dialettiche e supponiamo anche maleodoranti. "
M.Po.(Maurizio Porro) - Corriere della Sera - 22/08/1977


A Roma, a Hong Kong, a New York, ad Amsterdam, plumbee nubi da est corrono veloci con il loro carico di dolore, minacciose e gravide di sfioriti petali di papavero, attraenti e tentatori, subdoli assassini di molti giovani occidentali, sfiduciati da un sistema tutto sogni e promesse che accende ogni giorno migliaia di ceri colanti nauseabonda ipocrisia. Nel labirinto dei tormenti è facile smarrire la giusta via e nessun filo d'Arianna potrà togliere dai guai coloro che hanno imboccato la strada intitolata all'eroina dell'artifizio, quella polverina bianca impaziente di essere squagliata e sparata nella vena più bella attraverso una spada asettica, affilatissima e assetata di gioventù. Enzo G. Castellari dirige nel 1977 questo lavoro tra exploitation e poliziottesco, fotografando una società, quella degli anni di piombo, oramai in balia della droga che imperversa spudorata sulle strade di molte città italiane, mietendo vittime ed alimentando l'immoralità (la ragazza di Grillo, un giovane tossico, si prostituisce per mantenere il buco del fidanzato, oramai ridotto ad uno zombie che vomita tutta la sua dignità in una dose di roba). Per sgominare il narcotraffico David Hammings, arci-famoso protagonista di Profondo Rosso di Dario Argento, incarica un suo amico poliziotto interpretato da un Fabio Testi straripante per interpretazione e capacità atletiche, di infiltrarsi per comprendere le vie della droga e smascherare i burattinai dello sporco mercato della morte. L'action è ottimamente miscelata con la denuncia, gli inseguimenti, di vario tipo, sono sempre all'altezza del maestro Castellari, e le vicissitudini dei giovani tossici sono ganci al mento dello spettatore medio: il pericolo si trova sotto casa, al bar o davanti alla scuola dei loro figli. Il resto del film è Goblin, autori di una delle più belle OST del cinema di genere, tra il paranoico e il rock, tra il funky e lo psichedelico, ce n'è davvero per tutti i gusti.
Trailer
Trailer (GB)
Poster