Il solito Maurizio Merli nelle vesti del commissario di polizia duro e inflessibile che non esita a malmenare colpevoli e non colpevoli e che, più d’ogni altro, ama la sua “pistola”. […] Sulla base di un “clichet” di maniera, il film, pur offrendo scarsi spunti originali, si distingue per la vivacità dell’azione e per una certa dose di suspense concentrata nelle sequenze finali. Troppi, forse, i morti, e accentuata in eccesso la violenza, ma, dato il genere nessuna meraviglia che la regìa, per il resto corretta, abbia sfruttato al massimo i suggerimenti della sceneggiatura. Maurizio Merli è il “solito” tutore della legge e, come sempre, convincente. […] Cer. - Il Messaggero - 18/02/1979
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