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 << I film della Pollanet Squad (POLIZIESCO) >> 
Avere vent'anni (1978)  
Con
Gloria Guida
Lia

Lilli Carati
Tina

Ray Lovelock
Rico

Vincenzo Crocitti
(Doppiato da Ferruccio Amendola)
Riccetto

Giorgio Bracardi
Maresciallo Zamboni

Leopoldo Mastelloni
Argiumas il mimo

Carmelo Reale
(Doppiato da Biagio Pelligra)
(come Roberto Reale)
Capo dei delinquenti


Serena Bennato
Automobilista che insulta Lia e Tina

Daniele Vargas
Professor Affatati

Vittorio Caprioli
Il Nazariota

Licinia Lentini
Lesbica che compra l'enciclopedia da Lia

Daniela Doria
Patrizia

Raoul Lo Vecchio
Vice di Zamboni

Fernando Cerulli
Pensionato bibliofilo

Camillo Chiara


Flora Carosello
Cameriera del professor Affatati

Fernando Di Leo
Uomo che indica piazza Dante a Lia e Tina (*)

Franca Scagnetti
Donna che vende sigarette per strada (*)

Lina Franchi
Cameriera in trattoria (*)

Vinicio Diamanti
Sor Fiorenzo (*)

Sergio Di Pinto
Riché (*)

Paolo Manincor
Regista (*)

Alberto Squillante
Ragazzo nella comune (*)

Agostino Crisafulli
Delinquente (*)

Angelo Boscariol
Cliente in trattoria (*)

Ettore Geri
Gestore della trattoria (*)

Omero Capanna
Delinquente (*)

Domenico Di Costanzo
Delinquente (*)

Eolo Capritti
(Doppiato da Arturo Dominici)
Questore (*)

Salvatore Billa
Delinquente (*)

Pietro Ceccarelli
Meniconi, il macellaio (*)

Gilberto Galimberti
Delinquente (*)

Silvano Spadaccino
Chitarrista (*)

(*) non accreditato




"È un filmetto scombinato, indegno della rimediata programmazione estiva d'un cinema periferico e invece presentato in alta stagione in una delle migliori sale di prima visione del centro di Torino. Non si capisce come un pasticcetto del genere l'abbia potuto firmare un regista di buon mestiere come Fernando Di Leo che, in film d'azione come Milano calibro nove, La mala ordina, Il boss e altri, ha dato prove di narratore efficace, abile nel tenere in pugno vicende cronistico-poliziesche. L'impressione lasciata dalla pellicoletta odierna è che si tratti di una produzione non ultimata. Scene e episodi sono messi insieme alla meno peggio con il proposito di recuperare con la proiezione una parte dei capitali investiti, facendo leva sulla presenza di due belle e simpatiche figliole […]."
A.Vald. - La Stampa - 20/10/1978

"[…] Se si tien conto che, con Brucia ragazzo brucia, Di Leo contribuì non poco, una decina d'anni fa, all'ondata di crudezza d'immagini e di vocaboli, e che non s'è certo castigato in seguito, […] è facile capire quel ch'egli si concede oggi nel tracciare un torvo quadro di costume. O almeno quel che cerca di spacciare per tale; mentre si tratta soltanto di convenzioni spalmate di finta spregiudicatezza."
P.P. - Il Secolo XIX - 09/06/1979
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