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Gli esecutori (1976)  
Con
Roger Moore
Ulisse

Stacy Keach
Charlie Hanson

Ivo Garrani
Salvatore Francesco

Fausto Tozzi
Nicoletta

Ennio Balbo
Don Giuseppe Continenza, "Joe"

Ettore Manni
Francis

Rosemarie Lindt
Compagna di Salvatore

Loretta Persichetti


Luigi Casellato
Pete

Pietro Martellanza
Tano

Romano Puppo
Fortunato

Aldo Rendine
Sindaco Rocca

Salvatore Torrisi
Sgherro di Salvatore

Emilio Vale


Franco Fantasia
Padre Domenico

Maurizio Streccioni
Mafioso (*)

Giuseppe Castellano
Uno dei mafiosi che uccide Pete (*)

Salvatore Billa
Mafioso che spara ad Ulisse (*)

Sven Valsecchi
Ulisse bambino nel flashback (*)

(*) non accreditato




"[…] Soggetto e sceneggiatura, per cui Lucidi ha chiesto il concorso di ben cinque collaboratori, sembrano avere persino qualche ambizione ma si riducono sostanzialmente a offrire spunti non peregrini a un corrente “film d’azione”, dove l’”azione”, come d’uso, si riduce soprattutto a una serie di tremendi pestaggi e alle solite lunghe sequenze di vertiginosi inseguimenti automobilistici con pazzesche gimkane, scontri, e decine di carrozzerie allegramente fracassate. Meglio gli “stuntmen”, allora, che gli attori fra i quali Moore è il solito manichino, Keach muove almeno qualche simpatia e Garrani è un “padrino” di maniera. Ma ogni tempo ha il suo cinema, a livelli popolari, e ogni pubblico ha i suoi gusti. Le riserve sono d’obbligo, certo, ma la cronaca esige che si parli di sale gremite come di spettatori abbastanza soddisfatti. "
G.M.G. - Corriere della Sera - 04/04/1976

"California di maniera, all’italiana, per un racconto tenuto insieme con gli spilli da Maurizio Lucidi. […] La tentazione è dire: lasciamo fare agli americani, vista la approssimazione della descrizione ambientale e l’incongruenza della favola. Ma non si può negare al film una certa sua gaglioffa (e qualche volta goffa) presa quando l’azione prevale e la parola passa alle pistole. Solo per le scene d’azione, dunque, “Gli esecutori” merita la sufficienza, striminzita peraltro. "
C.R. - Il Giorno - 16/05/1976

"[…] Ben congegnato nella trama, che si affida anche alla suspense e al mistero, il film scorre agilmente grazie ad una regia, quella di Maurizio Lucidi, non soltanto attenta, ma protesa soprattutto a conferire quanto più vigore possibile all’azione. Nel suo genere, quindi, un lavoro interessante e reso tale anche dalla disinvolta interpretazione di Roger Moore, Stacy Keach e di tutti gli altri che li affiancano. "
Cer. - Il Messaggero - 03/04/1976

"Girato da una troupe italianissima a San Francisco, questo film offre quello che promette: una vicenda a sfondo mafioso ricca di regolamenti di conti, scontri a fuoco e esibizioni di “stuntmen”. Se tutto ciò fosse rientrato in una pellicola girata, oltre che con minor dispendio di mezzi, con minor superficialità non ci sarebbe stato nulla da recriminare; e invece si tratta di un brutto scivolone del regista Maurizio Lucidi, che pure aveva realizzato tempo fa il dignitoso “Due cuori una cappella”. […] A prescindere dai limiti della pellicola, un tasto debole è proprio la presenza del sempre più legnoso Roger Moore, qui largamente superato dai colleghi italiani. Tra l’altro ingenera molti dubbi sulla sua sicilianità."
anonimo - Il Giornale - 16/05/1976
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