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 << I film della Pollanet Squad (POLIZIESCO) >> 
La mano spietata della legge (1973)  
Con
Philippe Leroy
(Doppiato da Pino Locchi)
Commissario Gianni De Carmine

Silvia Monti
(Doppiato da Vittoria Febbi)
Linda De Carmine

Tony Norton
(Doppiato da Pino Colizzi)
Commissario D'Amico

Klaus Kinski
Vito Quattroni

Fausto Tozzi
Nicolò Patrovita

Guido Alberti
Prof. Palmieri

Pia Giancaro
Lilly Antonelli

Denise O'Hara
Elsa Lutzer

Rosario Borelli
Salvatore Perrone

Marino Masé
(Doppiato da Massimo Turci)
Giuseppe Di Leo

Lincoln Tate
Joe Gambino

Cyril Cusack
Giudice

Sergio Fantoni
Musante

Lorenzo Fineschi
Uomo di Patrovita

Stelio Candelli
Agente Venturi

Giuseppe Mattei


Valentino Macchi
Genovesi

Giulio Baraghini
Finto carabiniere

Cosimo Cinieri
Brigadiere

Luciano Rossi
Uomo di Quattroni

Ignazio Bevilacqua


Cesare Di Vito
Maggiordomo di Patrovita

Fausto Di Bella


Pasquale Murolo
(come Lino Murolo)
Don Beppe


Tom Felleghi
Maresciallo

Attilio Severini
Uomo di Patrovita

Sergio Serafini


Renzo Giovanni Pevarello
Uomo di Patrovita (*)

Artemio Antonini
Uomo di Patrovita (*)

Fabio Traversa
Ragazzo in officina (*)

(*) non accreditato




"[...] Sia pure come ricalco di precedenti e ripetute esperienze non solo italiane, il film non manca di una sua torva immediatezza di linguaggio e di immagini, anche se la brutalità è eccessiva."
A.V. (Achille Valdata) - La Stampa - 16/12/1973

"[...] Gariazzo, regista di western ridanciani, segue il filone poliziesco intrapreso dalla serie “La polizia...”, filone che a sua volta discende da un genere americano (“Il braccio violento della legge”, ”Ispettore Callaghan”) che, con ben altri risultati, glorificava qualche personaggio di poliziotto disinibito. Così com’è il film è abbastanza piatto, né serve a sorreggerlo l’interpretazione sbiadita di molti volti noti."
M.P. (Maurizio Porro) - Il Giorno - 27/01/1974

"Ancora un poliziesco all’italiana che, pur ricalcando gli schemi che contraddistinguono il genere, si fa apprezzare per un’inconsueta incisività di esposizione capace di conferire a fatti e personaggi il più efficace ritratto. […] Un po’ troppo accentuati, forse, gli episodi di violenza il che, tuttavia, è giustificato dalla trama stessa. Buona quindi la regìa di Mario Gariazzo cui va il merito, anche, di aver caratterizzato a dovere i personaggi […]."
Vice - Il Messaggero - 23/03/1974
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