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 << I film della Pollanet Squad (SCENEGGIATO) >> 
Poco a poco (1980)  
Musiche
Paolo Conte
Con
Flavio Bucci
Commissario Braschi

Teresa Ann Savoy
Annie Conti

Franco Fabrizi
Ferruccio Togliani

Renato Scarpa
Renato Rada

Diego Abatantuono
Agente De Rosa

Rino Cassano
Luciano

Italo Dall'Orto
Avvocato Conti

Massimo Mirani
Sottoufficiale Ghidini

Mariolina Bovo
Giovanna

Luciano Virgilio
Domenico Gioia

Alessandro Pellegrini
Luca

Giorgio Mauro
Gabetto

Franco Trevisi
Commissario Paolini

Corrado Lojacono
Avvocato Bassi

Umberto Verdoni
Sostituto Procuratore Guidi

Alessandro Roberti
Picchiatore

Bruno Fortis
Picchiatore

Maurizio Donadoni
Picchiatore

Mauro Ramerio
Picchiatore

Augusto Esposito
Un appuntato

Itala Martini
La sarta

Rosanna Bassani
La portiera

Evaldo Rogato
Lo stalliere

Dasy Wender
La contadina

Germano Altomani
Il giardiniere

Diego Viganò
Commissario Capponi

Renata Calderini
Ballerina solista Teatro alla Scala

Maurizio Bellezza
Ballerino solista Teatro alla Scala

Sandro Balducci
Un giovane

Tonino Mazzarella
Giocatore di bigliardo

Gabriella Poliziano
Moglie di Luciano





"Ma che strana operazione quella del giallo Poco a poco di cui l'ultima puntata va in onda stasera sulla rete 2. Tutti sanno chi è Durbridge: è un distinto signore inglese che da più di vent'anni […] scrive copioni gialli. […] Poco a poco è una delle sue ultime creazioni. La Rai ha subito fatto l'acquisto, ma cosa è successo dopo? Si è scoperto che il copione era “troppo inglese” e che era basato per tre quarti su un'atmosfera tipicamente britannica, con personaggi molto britannici. Realizzarlo in Italia era impossibile, ne sarebbe uscito un falso, con Londra finta e il policeman dall'accento romanesco. Realizzarlo in Inghilterra era egualmente impossibile perché sarebbe costato una cifra spropositata. E allora si è compiuta la “strana operazione”. È statochiamato uno scrittore come Giuseppe D'Agata (“L'esercito di Scipione”) e D'Agata, lavorando sulla traduzione di Franca Cancogni, ha proceduto – è lui stesso che lo dice – ad «alcuni ampi ritocchi all'intreccio di Durbridge» e ha trasferito la storia dall'Inghilterra a Milano, e così il pudding britannico è diventato un risotto alla milanese. Pieno di ingegno D'Agata; ma non era più semplice, più logico, e forse più economico, incaricare D'Agata di scrivere un copione originale considerato che egli è l'autore de “Il segno del comando”, il giallo italiano che ha avuto il maggiore successo sul video? Non voglio parlare di questa terza puntata che contiene la soluzione del mistero e che è il momento più teso di una storia per la verità rarefatta e non incalzante: riferendomi alle altre due puntate ho l'impressione che la ricerca di un'atmosfera giallo-lombarda da parte dell'attento regista Alberto Sironi sia stata assidua e con buoni risultati, ma che abbia nociuto non poco al ritmo troppo lento, e alla suspense, troppo scarsa. Non è che si pretendano ogni volta i gialli con le porte che cigolano e con i cadaveri che rotolano fuori dall'armadio, però..."
Ugo Buzzolan - La Stampa - 07/12/1980
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