A cura di Pollanet e Minni Malinconico

In un rovente pomeriggio di luglio, incontriamo virtualmente Don Backy, tra una data e l'altra della sua fortunata tournèe estiva che sta attraversando le piazze di tutta Italia.

Un'artista eclettico, un apprezzato rocker ma anche un efficace e convincente attore capace di suscitare emozioni e di rubare la scena, interpretando personaggi di contorno, agli attori che hanno fatto la storia del cinema poliziesco italiano.

[113] Come hai intrapreso la carriera nel mondo dello spettacolo?

[DB] Un film dal titolo "Senza tregua il rock and roll" (1957), fu la scintilla. Desiderai diventare cantante di rock and roll.

[113] Hai spaziato in tanti generi del cinema italiano: dal musicarello al decamerotico, dalla commedia al poliziesco. Un attore oltre che un'artista molto versatile…

[DB] Mah! Forse ho gettato via una 'carriera', senza operare scelte qualitative. Il fatto è che me ne sono sempre un po fregato del 'mestiere'. Ero 'occasionalmente' bravo e lavoravo laddove mi chiamavano, privilegiando più il senso di appagamento (narcisismo) che quello professionale.

[113] Nei film che hai interpretato hai lavorato con la "crema" delle starlette degli anni '70: bellissime attrici ancora oggi venerate. Che ricordo hai di loro?

[DB] Sono state tutte delle simpatiche partners. Magari la recitazione non era la cosa che più si chiedeva da loro, in compenso dispensavano abbondantemente quelle che erano le qualità migliori...

[113] Proviamo a fare qualche nome. Marisa Mell...

[DB] Molto simpatica. L'ho frequentata in amicizia anche fuori dal set, per un breve periodo.

[113] Stella Carnacina...

[DB] Ho un ricordo vago di lei. Era - la sua - una particina piuttosto appiccicata, di mia fidanzatina [in A forza di sberle, NdR]. C'entrava come il cavolo a merenda. Un'operazione promozionale? Mah! Comunque anche lei molto simpatica.

[113] Lea Lander...

[DB] Non ricordo granché, anzi non ricordo nemmeno se ho girato scene con lei presente. Comunque l'ho sicuramente conosciuta. Non saprei dire di più.

[113] Femi Benussi...

[DB] Occhi azzurri e capelli rossi. Un bel mix. Un'ottima compagna di lavoro, modesta e forse anche brava (più delle altre di certo).

[113] Barbara Bouchet...

[DB] "Oh my goodness". E' l'unica battuta che recitò nel film [Una cavalla tutta nuda, NdR]. Le luci salvarono una figura peggiore. Non ci frequentammo data la brevità della sua apparizione. 

[113] Edwige Fenech...

[DB] Fisico statuario e sodo come un marmo carrarino. Con lei, solo una scena introduttiva al film, che voleva essere erotica. Mi 'imbracarono' per paura di qualche elevazione di troppo, ma in quel clima assurdo - che solitamente è il set di un film - non ce ne sarebbe stato bisogno, nemmeno se ci fosse stata Marylin di 'Come sposare un milionario'. A buon intenditor.

[113] Con Banditi a Milano fai il tuo esordio nel cinema poliziesco; come sei stato scelto da Carlo Lizzani?

[DB] Volontè - una sera che si ritornava da Campegine - dove avevamo offerto prove artistiche per certi villici 'impegnati' - cantando in macchina una canzone di Ico Cerutti "Quando ti senti un po' giù, quando hai la luna.....", conquistato dalla mia disponibilità e allegria che lo contagiava (lui musone acclarato), mi disse: "Dirò a Carlo di prenderti, altrimenti il film non lo faccio nemmeno io". Naturalmente scherzava, ma tant'è.... Gianni Puccini, il regista dei "7 Fratelli Cervi", scrisse una lettera per Carlo, dove gli raccomandava di prendermi data la mia versatilità e bravura: "Non sta mai con le mani in mano e su una scena, occupa sempre uno spazio visibile, anche quando è defilato". Questo - grosso modo - gli scrisse. (Era rimasto colpito perché masticavo un filo di paglia mentre Volontè parlava in una stalla, nei 7 fratelli... e quasi si notava più me che altro). 

[113] La vicenda narrata in Banditi a Milano ricostruisce un fatto di cronaca accaduto realmente pochi mesi prima e che aveva avuto un forte impatto sull’opinione pubblica: hai provato qualche sensazione particolare nell’interpretare Sante Notarnicola?

[DB] No, assolutamente. Ero talmente frastornato ché stavo girando con quel cast e quel regista, che mi sentivo addosso gli occhi di tutti e al centro del ciclone. Nonostante questo, non riuscivo a comprendere quel che mi stava succedendo. Cercavo di concentrarmi ripetendomi ("Ma ti rendi conto, ma ti rendi conto....") niente da fare. Mi pareva che tutto fosse assolutamente 'normale'. A tutto pensavo, fuorché a similitarmi (?) col bandito. Restai me stesso, cercando di svolgere bene un ruolo lontano dalle mie caratteristiche.

[113] Hai avuto il timore di essere "offuscato" nel film da un attore già ampiamente affermato e del calibro di Gian Maria Volontè?

[DB] Assolutamente no. Come detto, affrontavo il cinema con l'ingenuità di chi ne è appena sfiorato (ricordate che il mio mestiere era un altro). E poi, Gian Maria era un compagnone. Nei 7 fratelli - come detto - stringemmo amicizia, cantavamo canzoni che suonavo con la chitarra in certe osterie e - una volta a Milano per 'Banditi...', lo accompagnai al 'Piccolo' a vedere una commedia (per me) cervellotica (Marat-Sade), dove lavorava la Gravina (sua donna allora). Lo costrinsi a comprarsi un vestito nuovo e un paio di scarpe, ché lui sarebbe andato con i vestiti di scena e l'eskimo. Gli feci capire che - in quella occasione - sarebbe stato più anticonformista in giacca e cravatta. Mi accontentò.
In un certo senso fu lui a darmi la spinta definitiva per la mia rottura col Clan. Proprio quella sera accadde l'irreparabile. Detto Mariano (arrangiatore) mi avvisò al telefono (ero ormai in sala), che avrebbero fatto firmare la mia canzone 'Casa Bianca' - da presentare a Sanremo - ad un prestanome, tale Eligio La Valle, per ovviare un certo ostacolo burocratico (comunque tutte queste notizie, le ho raccontate nel mio libro "C'era una volta il Clan") e quando - all'uscita dal Teatro - gli raccontai la porcata, mi disse esplicitamente: "Ti stanno fregando ancora. Mandali a fare in culo." 
E' ciò che feci.

[113] Carlo Lizzani ti chiama ancora per Barbagia. Cosa ricordi di questo film?

[DB] Lizzani girava con un canovaccio dove aveva inserito solo le battute del protagonista (Terence Hill), io per non stare zitto e guadagnarmi la paga del co-protagonista, le battute me le inventavo da solo, poi andavo da Carlo e gli chiedevo se potevo dirle in quel dato momento. Carlo acconsentiva sempre, fino a quando il buon Hill, non ritenne che il copione andava rispettato così com'era e andò a lamentarsi con Lizzani, il quale mi pregò di interrompere, guardandomi con aria rassegnata.

[113] E venne il giorno dei limoni neri: un cast di prim'ordine, da Antonio Sabàto a Silvano Tranquilli a Pier Paolo Capponi per un mafia-movie pieno di storie di sassi...

[DB] Che dire? E' proprio così.

[113] Nonostante la presenza in questo film di molti attori popolari, si apprezza in particolar modo la parte di Carmelo, grazie alla tua interpretazione sopra le righe che anticipa il Bisturi di Cani arrabbiati…

[DB] Il mio divertimento principale - nel girare un film - era quello di creare da solo il mio personaggio, senza aspettare che fosse il regista a dirmi cosa fare. In quell'occasione, effettivamente non riuscii a disegnare compiutamente il personaggio 'schizo', per la brevità del ruolo, ma ebbi occasione di rifarmi proprio in 'Cani arrabbiati' (Il titolo lo trovai io).

[113] Parliamo allora proprio di Cani arrabbiati: poteva essere il film-consacrazione per Don Backy tra i protagonisti del cinema poliziesco e invece la pellicola non fu mai distribuita nelle sale…

[DB] Colpa del produttore che - credo - fallì proprio sul finire del film e quindi si ritrovò addosso i creditori che gli bloccarono la pellicola. Sì, non sono stato molto fortunato. La mia consacrazione sarebbe accaduta con "Satyricon", ma anche in questo caso, la concomitanza con Fellini e il sequestro (assurdissimo, forse procurato) del nostro film, non consentì che questo avvenisse. Nella prima settimana avevamo frantumato i record d'incassi.

[113] Com’è stato lavorare con uno dei più grandi geni del cinema italiano, Mario Bava?

[DB] Mario, il più formidabile buontempone del cinema col quale abbia lavorato. "Fai un po' come te pare". Mi diceva quando gli chiedevo se gli andava bene una determinata cosa che avrei fatto. Gli piaceva che gli raccontassi di come scrivevo le canzoni ed era un vero spasso d'uomo, buono e simpatico. Il suo cavallo di battaglia era cantare - sull'aria de "la cavalcata delle valchirie", il seguente testo, ripetuto ad libitum: "Attaccati al cazzo, attaccati al cazzo, attaccati al cazzo, attaccati al ca". Provate, ci sta benissimo!

[113] Il poliziesco all’italiana è stato tacciato di essere un cinema di "destra", eppure film come Cani Arrabbiati sono apprezzatissimi all’interno di rassegne in spazi autogestiti…

[DB] Be', cosa volete che vi dica? Quando una cosa è bella, è bella sia di destra che di sinistra. E' bella e basta.

[113] Con Luigi Montefiori, oltre che in Cani arrabbiati, reciti anche in A forza di sberle, che è il tuo ultimo film prima di una lunga pausa…

[DB] Con Bill (così lo chiamo), siamo amici tutt'ora. Non ci vediamo e non ci sentiamo per secoli, poi ci chiamiamo almeno una volta l'anno e stiamo un'ora al telefono a prometterci che ci vedremo e a lamentarci di tutto e di quanto sono stronzi gli uomini.

[113] Hai mai girato scene che hanno rischiato di mettere a repentaglio la tua incolumità?

[DB] Sì, proprio in Barbagia, arrampicandomi sul muro di un castello, correndo su un camminamento e poi saltando su un filo che correva tra due pali, ad almeno cinque metri dalla strada. Piena incoscienza, anche se sotto erano stati sistemati gli scatoloni degli stuntman. Anche in Satyricon, ho fatto il bagno in mare il 4 di Gennaio in Sardegna, e pensare che dopo poco sarei andato a Sanremo.

[113] La fortuna che ebbe il cinema di genere è dovuta anche all’incisività e al fascino delle colonne sonore. Ne hai scritta qualcuna e quali sono i compositori di musica da film che apprezzi maggiormente?

[DB] Ne ho scritte tre: "Una cavalla tutta nuda" - "Quarta parete" - "Barbagia".  I compositori che più amo sono tre: Rota di Fellini, Piccioni di Sordi, Morricone di Leone (C'era una volta in America, il connubio più perfetto tra musica e immagini).

[113] Ritieni che la tua carriera di attore sia stata marginale rispetto a quella di cantante?Avresti potuto dare di più al cinema?

[DB] Dalle mie risposte precedenti, ritengo si evinca che certamente avrei potuto dare e ricevere di più. Ne sono convinto, ma è andata così e non mette conto piangere sul latte versato. Ma poi a me.....   L'importante è averci provato.

[113] Quale giudizio dai del poliziesco all’italiana? C’è qualche regista con il quale ti sarebbe piaciuto lavorare?

[DB] Chissà, forse con il Germi del Commissario o del Pasticciaccio. Oggi non ho idea. Perché, ci sono registi di gialli o quant'altro oggi?

[113] Ah, è proprio difficile trovare dei nomi... 
Il tuo film poliziesco preferito?

[DB] Quelli dove indaga Philippe Marlowe (Humphrey Bogart, per quanto il Marlowe che mi è piaciuto di più sia stato Mitchum).

[113] Cosa fa oggi Don Backy nel mondo dello spettacolo?

[DB] Vi consiglio di visitare il mio sito www.donbacky.it sono certo che ne scoprirete delle belle e inattese. Le novità, sono nel link "Ultime novità". Visitate gente, visitate.....

 

In bocca al lupo, Bisturi!

 

 


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Don Backy
la filmografia poliziesca


Banditi a Milano (1968)

E venne il giorno dei limoni
neri (1970)

Cani arrabbiati (1974)