La Pollanet Squad si ritrova
ancora una volta in assise per incontrare virtualmente uno dei
registi che ha fatto la storia del poliziesco all'italiana:
Enzo G. Castellari, il direttore d'orchestra della polizia che
incrimina e della legge che assolve, del cittadino che si
ribella, del grande racket e di tanti altri film, polizieschi
e non, comunque capisaldi del cinema italiano.
Va ora in onda la prima parte di questa esclusiva
intervista, in cui Enzo G. ci parla dei suoi esordi
nell'action-crime di casa nostra. il seguito, si spera, a
breve...
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[113] La dinastia dei Girolami ha rappresentato un capitolo
fondamentale del cinema italiano e di riflesso della cultura e
del costume del Paese, facendo ridere, piangere, eccitare e
anche riflettere più di una generazione. Ma anche all'interno
del solo cinema poliziesco, i Girolami hanno diretto parecchi
pilastri del genere: quali sono a tuo giudizio i migliori film
girati "in famiglia" (compresi i tuoi)?
[E.G.C] Di mio padre preferisco
"Riscatto - Tu sei il tuo giudice" con Folco Lulli ,
"L'ira di Achille" e "Roma violenta".
Marino Girolami ha insegnato "il mestiere" a
tantissimi sceneggiatori e registi, molti dei quali hanno
"forse" dimenticato della grande disponibilità di
mio padre e delle chances che lui ha dato a tutti. Di Romolo
adoro "Un detective" con Franco Nero e dei miei
films sono affezionato a "La polizia incrimina..."
"Il cittadino si ribella" ed a "Keoma"
[113] In altre interviste hai affermato di aver preso diversi
spunti da Bullit per "inventare" il poliziesco
all'italiana. Ma nella nascita e nel successo del poliziesco
made in Italy quanto ha contato l'influenza dei modelli
francesi e d'oltreoceano e quanto invece la lunga esperienza
maturata negli spaghetti western da tutti "gli addetti ai
lavori" nostrani?
[E.G.C] Sicuramente l'esperienza
fatta con i western ha influito molto sulla mia maniera di
affrontare il poliziesco ma soprattutto l'assidua
frequentazione del Cinema americano. Quello francese
praticamente lo ignoro. Edmondo Amati, il produttore che mi ha
dato molte possibilità di esprimermi in tanti films, amava
ascoltare il mio racconto delle sceneggiature, voleva che
fossi io stesso ad illustrarle invece di leggerle. Io sono un
ottimo "raccontatore" dei miei films. Quando iniziai
a narrare e declamare l'idea de "La polizia
incrimina..." illustrai immediatamente l'inseguimento
iniziale con dovizia di dettagli, rumori, effetti,
particolari...influenzato da "Bullit" appena visto
al cinema. L'emozione di Edmondo crebbe subito e s'entusiasmò
a tal punto che non mi fece finire il racconto ma mi mise
davanti un foglio di carta con la sua approvazione della
storia ed il prezzo che mi avrebbe pagato !!!
[113] La polizia incrimina, la
legge assolve è stato contemporaneamente il tuo esordio nel
cinema poliziesco, uno dei primi film del genere in Italia e
complessivamente forse il più bello di tutti, almeno a nostro
giudizio. Se il buio La polizia ringrazia agitava i fantasmi
della presenza di strutture occulte superiori e fuori
controllo di ordine pubblico e giustizia, il coloratissimo La
polizia incrimina punta l'indice sui legami tra la malavita
organizzata che gestisce il traffico degli stupefacenti e il
potere economico che lo finanzia. Soprattutto il tuo film nei
fatti anticipa clamorosamente tante inchieste portate avanti
negli anni successivi e sembra non invecchiare mai…
[E.G.C] Steno ha dato indubbiamente
il "via" ai films con la parola "polizia"
nel titolo ed io lo ringrazio ancora, ma il suo tratta la
"fantapolitica" il mio racconta la lotta del
"poliziotto" contro la malavita con tutte le
conseguenze drammatiche per lui e la sua famiglia. La
sceneggiatura scritta con Tito Carpi la portai a Franco Nero
al quale piacque moltissimo ed iniziammo così la nostra lunga
ed entusiasmante collaborazione. Vi ringrazio per la
considerazione che dimostrate per il mio lavoro e mi dispiace
se alle volte vi ho deluso.
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(Enzo G.Castellari in La
polizia incrimina la legge assolve)
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[113] La polizia incrimina, la
legge assolve e il successivo il cittadino si ribella sono
stati ambientati a Genova. Perché la scelta è caduta su
Genova e non su Roma?
[E.G.C] Uscire da Roma è stata una
decisione della produzione, per evitare i tanti problemi che
si erano creati allora per chiedere i permessi al Comune di
Roma e per avere tranquillità di girare per le strade. Ho
fatto sopralluoghi in molte città e quella che mi sembrò la
più cinematografica è stata proprio Genova. Oltre che
scenograficamente questa città si è dimostrata collaborativa
ed orgogliosa di avere per la prima volta un film girato
interamente nei suoi luoghi. Mi piacerebbe molto tornare a
girare un film a Genova, è rimasta nel mio cuore.
[113] Ne La polizia incrimina la
legge assolve è presente una sequenza di inseguimento,
divenuta ormai celeberrima, girata tra il porto di Genova,
l'autostrada dei Fiori e la riviera di Levante. Sappiamo che
l'intera sequenza è stata realizzata e coordinata dall'equipe
di Remi Julienne, probabilmente il più bravo e fantasioso
stuntman passato per il cinema italiano. E' stato l'unico film
in cui ha collaborato con te?
[E.G.C] No,
Remy ha cominciato con me nel film "Ettore lo Fusto"
di qualche anno prima, realizzando l'inseguimento della
Fiat127 con a bordo Agamennone e Menelao (Aldo Giuffré e
Vittorio Caprioli) che inseguono la Maserati di Paride che ha
rapito Elena (Rosanna Schiaffino). Remy non è soltanto uno
straordinario stuntman ma un uomo straordinario, modesto ed
intelligente, collaborativo ed instancabile. Nei sopralluoghi
nelle strade della Liguria gli illustrai esattamente quello
che volevo, quello che avevo già immaginato, inquadratura per
inquadratura e lui s'entusiasmò enormemente, era la prima
volta che trovava un regista con le idee chiarissime e con uno
story-board già disegnato, con tutte le posizioni delle
Macchine da Presa e relativi obiettivi ! Fu una collaborazione
favolosa. Ho un ricordo fantastico di lui.
[113] Nel corso dell'incontro del
Festival Gente di Rispetto di Gradara di qualche anno fa hai
raccontato parecchi dettagli e aneddoti su questo bellissimo
inseguimento, tra cui che la moglie di Julienne, a sua volta
stunt, era lo spericolatissimo pilota della camera-car, cioè
dell'auto che filma l'inseguimento dalla strada. Ma Remi in
prima persona guidava l'auto-ambulanza oppure l'Alfa della
polizia che la inseguiva?
[E.G.C] Remy era alla guida
dell'Alfa, il suo meccanico collaboratore guidava la Citroen e
sua moglie, come già raccontato, il camera-car. Uno staff
essenziale ed altamente professionale.
[113] A nostro giudizio la palma
di "miglior inseguimento del poliziesco
all'italiana" se la contendono la sequenza del tuo film,
quella di Roma violenta con Maurizio Merli alla caccia di John
Steiner girata da tuo padre, e il lunghissimo testa a testa
tra la BMW guidata da Luc Merenda e le auto della polizia in
Milano trema di Sergio Martino, che tra parentesi è stata
successivamente rimontata e riutilizzata in parecchi altri
film. Alla perfetta riuscita di una sequenza di inseguimento,
in termini di credibilità, spettacolarità e ritmo, quanto
merito va agli stunt e quanto a chi dirige e a chi monta il
film?
[E.G.C] Chiaramente la bravura degli
stunts è determinante ma deve essere una collaborazione viva
e diretta col regista e con il direttore della fotografia,
senza trascurare che una bella sequenza girata se poi è
montata male perde tutta l'efficacia. E' chiaro che quando
giro qualsiasi delle mie scene d'azione mi aiuta molto il mio
passato sportivo, l'aver fatto anche lo stunt-coordinator ed
essere stato il montatore di molti dei films di mio padre.
Conoscere bene il montaggio è determinante per un regista, è
quello che fa "la differenza" !!!
[113] Estremizzando un po' questo
aspetto, è nostra convinzione che le automobili più
caratteristiche di quegli anni, dalle Citroen alle Alfa Romeo,
siano state anche esse fondamentali, quasi come i volti, per
il successo di questo tipo di film, non solo per l'eccellenza
delle loro doti stradali ma anche e soprattutto per l'impatto
estetico molto "cinematografico". Sei d'accordo con
noi?
[E.G.C] Assolutamente. Ma la presenza
di una Citroen ti fa subito pensare che alla guida c'è Remy.
Lui portava le sue auto dalla Francia già preparate di
roll-bar ed ogni altro requisito richiesto per le riprese. Poi
qualcuna di queste sue macchine rimaneva in Italia e veniva
riciclata dai nostri stunts ed usata anche in altri films.
[113] Considerando la tua
straordinaria tecnica e "gusto" nel girare proprio
le scene d'azione, ti sarebbe piaciuto poter girare un film
"a tutto gas" come lo sono stati,ad esempio,
Poliziotto sprint di Stelvio Massi o più recentemente i Taxxi
francesi?
[E.G.C] "Poliziotto sprint"
me lo proposero ma io ero già impegnato oppure non ci
mettemmo d'accordo con la produzione, non ricordo...comunque
è stato girato molto "dopo" i miei primi due !
Raccontare per immagini sequenze mozzafiato mi ha sempre
affascinato e sono sempre pronto a riprendere a correre sul
camera-car filmando l'inseguimento del cattivo da parte del
mio protagonista !
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(Enzo G.Castellari in La
via della droga)
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[113] Tornando a La polizia
incrimina, un'altra sequenza di grande suggestione è quella
in cui Franco Nero sfida i camalli in rivolta e va a prendere
Bruno Corazzari, l'assassino del commissario capo Scavino,
interpretato da James Whitemore. Ci siamo sempre chiesti se
per girare la sequenza hai utilizzato delle comparse o se hai
reclutato veri operai del porto di Genova…
[E.G.C] Non c'erano allora comparse
professioniste, essendo il mio "il primo film"
girato a Genova. Usai gente vera. Operai e portuali
interpretarono quella sequenza. Tenete presente che la Polizia
di Genova mi mise a disposizione la Centrale, uomini e mezzi.
I poliziotti che vedi nel film sono tutti veri. I portuali e
gli operai lo sapevano e gridare ad autentici agenti
"Fascisti, carogne, tornate nelle fogne" senza avere
conseguenze li emozionò molto e ci misero una "verità"
quasi esagerata !!!
[113] Una curiosità: nello
stesso anno dell'uscita de La polizia incrimina, esce nei
cinema anche Senza ragione dell'italo-canadese Silvio
Narizzano, film che è tra i nostri cult personali. Le storie
raccontate e le location dei due film sono assolutamente
diverse tra loro, però una buona parte del cast (Franco Nero,
Duilio Del Prete, Ely Galleani) sono in comune. Ti risulta che
ci sia stata qualche connessione tra i due film anche solo a
livello di produzione?
No, di produzione no, ma penso che
l'ammirazione che dimostrò Narizzaro quando vide il mio film
(testmoniata da Franco e da Duilio) decise il suo cast.
[113] Eri consapevole, o ci
speravi almeno, che con La polizia incrimina la legge assolve,
avresti inventato un nuovo genere cinematografico italiano,
dopo i trionfi dello spaghetti-western?
[E.G.C] No, sinceramente, non mi
aspettavo un successo così grande, soprattutto all'estero.
Negli USA fu un boom ed ancora oggi, in ogni Block Buster, lo
trovi da affittare con il titolo "High Crime". Io ho
realizzato allora un film come mi sarebbe piaciuto vederlo al
cinema. L'ho fatto tutto per me ed ancora mi piace molto !
[113] Un cast stellare che
andrebbe citato da cima a fondo, un soggetto che ha 30 anni ma
non li dimostra, ritmo e azione da vendere, una colonna sonora
strepitosa utilizzata anche per tanti altri film appena
nell'aria si sente "odore" di inseguimento (e che
purtroppo non è ancora stata rieditata nella sua completezza
e magnificenza). Questo è La polizia incrimina la legge
assolve... il tutto inserito in un contesto curatissimo e
molto "seventies" che dà il meglio di sé nel
bellissimo master televisivo, che ci pare il migliore tra
quelli visti fino ad adesso in circolazione. Possiamo
aggiungere qualcos'altro?
[E.G.C] Posso
solo aggiungere io un "grazie" a tutti voi per avere
gli stessi gusti !
[113] Dall'intervista che hai
rilasciato per Nocturno Cinema qualche tempo fa, abbiamo
appreso che dopo il grande successo de La polizia incrimina la
produzione poco dopo avrebbe messo in campo il progetto di
realizzazione di Roma violenta come sequel di questo film in
chiave metropolitana. Operazione che per varie ragioni non andò
in porto e che fu successivamente affidata a tuo padre Marino
che fece esordire Maurizio Merli come clone di Franco Nero,
riscuotendo peraltro un eccezionale successo al botteghino. Ma
noi ci siamo spesso chiesti come sarebbe stato Roma violenta
nelle mani di Enzo G.Castellari, se fosse nato il "poliziottesco"
inteso come film in cui il poliziotto, spesso sopra le righe,
è il protagonista totalizzante e accentratore di tutta la
storia che ruota quasi esclusivamente attorno al suo
personaggio...
[E.G.C] Anch'io me lo chiesi a suo
tempo. Il film di mio padre lo vidi diversi anni dopo, però
allora fui molto felice del suo successo e del fatto che
Amati, non avendo trovato un "accordo finanziario"
con me, scelse proprio lui come regista... così rimaneva
tutto in famiglia ! Comunque Franco Nero è " tutta
un'altra cosa" !!!
[113] Sempre a Genova con Franco
Nero protagonista, l'anno successivo giri Il cittadino si
ribella. La critica cinematografica, dopo aver accolto
positivamente La polizia incrimina, vira di 360 gradi e inizia
sistematicamente a bastonare i tuoi polizieschi...
[E.G.C] "Reazionario"
mi hanno chiamato perchè racconto la storia di un uomo che
dopo aver subito ogni tipo di prevaricazione, fisica e morale,
e non riuscendo ad avere un dovuto aiuto e supporto da parte
delle autorità, decide di difendersi da solo...se questa
"lotta per la vita" per proteggere se stessi, i
propri averi e le persone che si amano significa essere
"reazionario"...bèh allora io sono un reazionario !
[113] Come stunt automobilistico
ne Il cittadino si ribella non c'è più Remi Julienne ma
Nazareno Zamperla. La spettacolarità forse non è la stessa,
ma la lunga sequenza che segue la presa come ostaggio di
Franco Nero e che culmina con il suo abbandono all'interno del
porto, con il campo che si allarga e si alza e le radio della
polizia in sottofondo fa venire i brividi per quanto è
bella...
[E.G.C] Grazie, piace molto anche a
me, dopo tanto tempo, rivedere quella sequenza. Sicuramente
con Remy sarebbe stata più spettacolare ! Ma la vita di tutti
gli stunt-coordinator che lavorano con me non è poi così
difficile, sono sempre io che decido l'impostazione di ogni
scena d'azione, di ogni inseguimento, di ogni lotta e di ogni
sparatoria. Adoro esplosioni, colpi in arrivo, capotamenti,
scontri, inseguimenti, sparatorie scazzottate...ogni scena dei
miei films è voluta e creata da me con la collaborazione di
tutti.
[113] Nel film la parte femminile
principale è interpretata da Barbara Bach, un'attrice dalla
bellezza e dal fascino incredibili...
[E.G.C] E' anche molto simpatica e
gentile, la ricordo con infinito piacere ma non ho avuto più
la gioia d'incontrarla. Se Barbara dovesse leggere questa
intervista le mando un abbraccio affettuoso, è stato bello
lavorare con lei.
[113] In quegli anni sono stati
molti i registi che utilizzavano personaggi molto malinconici
nelle loro pellicole, con i quali la vita era stata troppo
difficile per poterla vivere. Anche tu in "il cittadino
si ribella hai presentato Tommy, interpretato in modo
esemplare da Giancarlo Prete...
[E.G.C] E'
un personaggio che ho amato molto e per quello che chiesi al
mio grande amico Giancarlo d'interpretarlo, sapevo che insieme
avremmo creato un carattere pieno di spessore, umanità e
tanta speranza di uscire dalla melma in cui era invischiato.
Nel finale, rivedendolo anche cento volte, non posso
trattenere le lacrime, anche perché Giancarlo non è più con
noi.
[113] La scena finale de "Il cittadino si ribella",
girata in un immenso garage, è drammaticamente bella e
suggestiva...
[E.G.C] Sono molto affezionato ed
orgoglioso di questa scena e vi ringrazio sentitamente per il
vostro giudizio. Io però la preferisco in edizione originale,
nella presa diretta in inglese. La partecipazione e
l'interpretazione emotiva di Franco e Giancarlo è stata
superba...nel doppiaggio in italiano forse ha perso qualcosa.
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