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Si sarebbe mai potuto sviluppare un genere di film
poliziottesco in Italia se non fossero esistite le Alfa
Romeo Giulia?
La domanda, volutamente retorica,
ammette una sola risposta, che è certamente no.

Se Maurizio Merli
è stato il
"commissario" per antonomasia, la Giulia
può
considerarsi come l'automobile per definizione dei nostri
film preferiti. Prodotta a partire dal 1962 in numerose
versioni, per circa 15 anni è stata l'automobile di
punta dell'Alfa Romeo.
Senza scomodare gli innumerevoli
trofei vinti con le versioni sportive, la versione
berlina aveva prestazioni da fare arrossire tutti i
modelli delle altre case automobilistiche della sua
categoria e anche molti altri concorrenti di fascia
superiore.
Alle sue straordinarie doti stradali
univa poi un design assolutamente originale e dal tono
assai minaccioso; appare perciò naturale che tutti i
registi e gli stuntman ne abbiano fatto ricorso in
maniera unanime.
L'Alfista nell'immaginario collettivo
italiano è sempre stato sinonimo di persona dalla guida
nervosa, dal piede pesante e tendenzialmente di destra.
Ma in realtà la Giulia è stata
l'entità più democratica (se non l'unica) di tutto il
filone del cinema poliziottesco. Difatti è stata l'auto
del poliziotto (per decine di anni è stata in dotazione
a tutte le forze dell'ordine italiane) e del malavitoso,
del malvagio cospiratore e del ligio commissario, del
giusto e dell'ingiusto.
In altre parole, la Giulia è stato
forse l'unico luogo in cui la polizia "non aveva le
mani legate" e ha potuto combattere la mala ad armi
pari.
Per un approfondimento sulla Alfa
Romeo Giulia, pollanet consiglia la consultazione di "Quattroruote" annate dal 1962 al 1970,
nonchè di passare dal sito di Ruoteclassiche.

Se qualcuno vuole vedere pubblicate su
pollanet proprie foto
o altri contributi sulla Giulia può inviarli e saranno
inseriti in breve tempo.
Questo
spazio è dedicato a queste auto; se avete
delle immagini o altri contributi inviateceli,
saremo lieti di pubblicarli!
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